Della scelta di Lucio Magri di morire, non voglio parlare, ritengo che ogni decisione sia lecita.
Spero invece che quello che lo stesso Magri ha definito "fallimento politico", sia solo il frutto del tragico commiato alla vita.
Non sono mai d'accordo quando si getta la spugna, non credo, se non in casi rarissimi e del tutto fortuiti, che si possa assistere a cambiamenti epocali, tantomeno scaturiti dal nostro impegno e dalle nostre lotte.
Penso che gli ideali non muoiano mai e che dobbiamo portarli avanti ogni giorno, ogni ora, nonostante le sconfitte e le ferite che la vita ci riserva.
Mi figuro gli esseri umani impegnati socialmente e politicamente come gli spalatori di neve nel libro "I racconti di Kolyma"di Varlam Salamov :
Come viene aperta una strada nella neve vergine? Un uomo avanza per primo, sudando e imprecando, muove con difficoltà una gamba poi l'altra, e sprofonda ad ogni passo nello spesso manto cedevole.
... Sulla pista stretta e labile che ha segnato avanzano, spalla contro spalla, cinque o sei uomini. Tutti posano il piede non nella traccia ma accanto ad essa. Quando raggiungono un punto convenuto in precedenza, fanno dietro front e ritornano su propri passi, sempre badando a calpestare la neve intatta, là dove l'uomo non ha ancora posato il suo piede. La via è tracciata. Altre persone, e slitte e trattori possono percorrerla. Se si camminasse passo dopo passo, nella traccia del primo, si otterrebbe un cammino visibile ma stretto e a stento praticabile, un sentiero e non una strada, delle buche nelle quali arrancare ancora più faticosamente che nella neve vergine.. Per il primo la fatica è maggiore che per tutti gli altri e quando non ce la fa più uno del quintetto di testa passa avanti. Ognuno di quelli che seguono la traccia, anche il più piccolo, il più debole, deve posare il piede su di un lembo di neve vergine..."
Ecco, tu non ce l'hai fatta più, ma noi seguiamo la traccia, ognuno con i piedi ghiacciati, fianco a fianco, per continuare a lottare fino allo spasimo per una vita migliore. Altri verranno, figli, nipoti, giovani, questo è il trionfo, la fortuna della mia vita di donna e di comunista.
Addio Lucio.

9 commenti:
molto coinvolgente grazie!
Rispettando pur sempre i singoli drammi umani, concordo sulla metafora, che oltrettutto vive di una sua intrinseca forza plastica.
no comment
Bellissimo post !
Paragone perfetto.
Spessissimo è neve, certe volte son carboni ardenti, ma le tue parole le faccio mie comunque, una per una. Grazie del coraggio che mi dai.
Che bello quello che hai scritto, il solco di chi ci precede è lì, noi proseguiamo fianco a fianco anche per chi verrà dopo, un lungo cammino verso il senso della vita...
Luz sottolineo tutto quello che hai scritto!
Cara Lu, la vicenda di Lucio Magri ha colpito anche me e avrei voluto scriverci qualcosa avessi avuto più tempo. Al di là del fatto che soffrisse di depressione, capisco quando qualcuno ne ha avuto abbastanza e dopo una lunga vita di difficoltà voglia gettare la spugna, come sai sono favorevole all'eutanasia ed al suicidio assistito. Nel suo caso però mi sembra davvero che la malattia (depressione) abbia avuto il sopravvento sulla ragione.
Sono d'accordo con te, bisogna andare avanti nonostante tutto, anche quando si pensa che non ci siano più speranze, anche quando ci si sente addosso tutte le colpe del mondo. Altri verranno, o forse no, ma ogni piccola azione per quanto piccola che sia, ha la sua enorme importanza. Lo diceva gandhi, no? Un abbraccio e buona domenica.
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